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FOCUS 2

Laicità e il nuovo Partito democratico

 

In Ottobre si terrà il primo Congresso del Partito democratico.

Premettiamo che non siamo interessati né all’organizzazione e ai suoi regolamenti statutari, né tanto meno alle schermaglie sulla candidatura del nuovo Segretario.

Ci interessiamo all’avvenimento, ormai oggetto quotidiano dell’attenzione dei media, perché nell’attuale situazione di cambiamenti profondi della società riteniamo fondamentale un rinnovamento della politica.

Dall’intera società emerge l’esigenza che la politica si liberi da vecchi schemi ideologici, dai gruppi di potere, dai personalismi, dai conflitti di interesse, dalla subalternità all’economia e alla logica del profitto, dalla discriminazione di popoli e culture, per proporre un modello di società fondata sulla convivenza pacifica e animata da valori umani universalmente condivisi.

Il nostro interesse è alimentato anche dal fatto che dalla società e dalla stessa base del nuovo partito sta emergendo l’esigenza di porre l’attenzione primaria all’identità del nuovo partito, nel quale una delle priorità deve essere la salvaguardia e, anzi, la promozione del valore della laicità.

Come cittadini che sperano in un futuro migliore per il paese, ci sentiamo impegnati a dare il nostro contributo di idee per un rinnovamento della politica, in particolare sul tema della laicità che è lo scopo principale del nostro blog.

Per questo siamo solidali con tutti coloro che, nella prospettiva di un partito “nuovo”, si battono per la laicità come orizzonte culturale che ridia fiducia e risvegli il bisogno di partecipazione con la certezza che cambiare si può.

 

Dalle riflessioni proposte attraverso il nostro blog sulla laicità, intesa come crescita autonoma delle persone e dei gruppi sociali, in un quadro di istituzioni a loro volta autonome da istanze estranee, ci sembra che il suo valore si riproponga oggi su tre fronti.

 

a – Sul fronte dell’autonomia dello Stato nei confronti della Chiesa, di tutte le religioni e di tutte le culture.

Diciamo NO a uno Stato etico e ideologico.

Tutte le religioni e le culture devono avere uguale diritto a soddisfare i bisogni dei propri fedeli o aderenti, naturalmente nell’osservanza delle leggi di uno Stato laico, il cui dovere è di garantire a “tutti” i cittadini, senza alcuna distinzione, le condizioni per soddisfare i propri bisogni materiali e immateriali.

Non ci nascondiamo le difficoltà che un partito trova in Italia per affrontare questo compito, in particolare a causa della presenza sul nostro territorio nazionale della “sede centrale” della Chiesa cattolica e anche perché, venuta meno la mediazione politica di un partito dei cattolici (la Democrazia cristiana), la gerarchia ecclesiastica interviene direttamente e pesantemente, soprattutto sui temi “eticamente sensibili”, per condizionare la pubblica opinione e la funzione legislativa del Parlamento e l’azione del Governo.

 

b Sul fronte dell’autonomia della politica dall’economia.

È crollato il mito del “libero mercato”, che avrebbe soppresso la povertà e distribuito benessere a tutti. Le multinazionali hanno condizionato le politiche di tutti i governi nazionali e indirizzato la gente al consumismo, con la conseguenza che sono aumentate le ingiustizie sociali, lo stress è divenuta la malattia del secolo e la rincorsa all’apparire ha annebbiato il senso stesso della vita.

La politica deve riprendersi la propria autonomia alla guida della “polis”, ponendo in primo piano la difesa e la promozione del lavoro, indirizzando parte dei profitti verso traguardi di civiltà, promuovendo la ricerca scientifica e lo sviluppo della cultura, soprattutto creando  una rete efficiente di servizi sociali in grado di migliorare la vita dei cittadini e di garantire loro sicurezza e futuro. I costi di questa politica devono essere equamente ridistribuiti tra tutti i cittadini, anche attraverso una lotta vera ed efficace all’evasione fiscale.

 

c – Sul fronte dell’autonomia dei cittadini nei confronti dello Stato di cui sono fondamento e fine.

Nell’odierna società il lavoro si è andato sempre più parcellizzando e individualizzando. Di conseguenza è cresciuta nei cittadini la coscienza della responsabilità personale e dei propri diritti.

Il nuovo modello di società deve essere la Società dei diritti.

Le generazioni passate hanno conquistato la democrazia, le nuove la devono non solo difenderla ma renderla matura, rivendicando uguali diritti per tutti e facendo rispettare i corrispettivi doveri verso tutti.

Diciamo NO ad uno stato fondato sui privilegi individuali e corporativi, e diciamo NO alla illegalità diffusa.

I militanti e simpatizzanti del partito “nuovo” non devono continuare a comportarsi da “ex” di vecchie appartenenze, quali che esse siano, ma assumere una mentalità nuova, vivendo per se stessi le proprie scelte religiose e culturali, ma agendo politicamente come cittadini di un medesimo Stato laico.

 

Queste sommarie considerazioni pretendono solo di fornire ai visitatori del nostro blog uno stimolo per reagire e dire la propria, con l’ambizione di contribuire nel nostro piccolo, insieme a tante altre voci che pure si fanno sentire in questi giorni, a far sì che il futuro Congresso sia un avvenimento non solo organizzativo e tanto meno un affare da sbrigare tra pochi addetti e tra vecchie “famiglie”, ma soprattutto un evento capace di portare aria fresca e innovazione nella vita politica e culturale del nostro paese.

 

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